In genere non scrivo presentazioni, preferisco parlare, ma, come sempre, ci sono le occasioni speciali.
Da giovane, invece, ero un grafomane: conservo cose vecchissime che riescono a stupire anche me.
Ma non volevo raccontarvi dei miei vagiti nel mondo.
Parafrasando Pratolini: le sparizioni sono il mio forte... invece di “Ebe cara... la puntualità non è il tuo forte”.
Poi chissà perchè mi attacco sempre alle citazioni...
Un sintomo di debolezza... può essere.
“Ragazze e ragazzi”, “amici vicini e lontani” sto diventando involuto e banale, pazienza,capita.
Dai 14 ai 16 anni ho attraversato il mio periodo pavesiano... Santo Stefano sarà a15 km dalla mia abitazione.
E non rompete... so benissimo che i numeri si scrivono in lettere.
Chiacchieravo anche con Nuto del Salto nel suo laboratorio di bigoncie, lo fotografavo e chiedevo dei riferimenti reali contenuti ne “La luna e i falò”.
In sostanza, cose di basso livello per cercaredi capire il nonsenso del particolare.
Anni dopo mi sono reso conto che avrei dovuto cercare nei “Dialoghi con Leucò” e non nel “Mestiere di vivere” ma quest’ultimo si avvicinava di più alla mia “torturata esistenza”.
Constance Dowling era la mia Silvia o viceversa
forse:
you open with the face,
the hands,
the eyes,
you cry in the sky,
the sun,
the sea,
you cry in the wind,
you speak, speak again,
clear.
fervent,
you cry in the heart,
you weep in the blood,
you rise from nothing, rise again,
you are of light,
dont’t hear words,
cry the life,
suggest the death.
Beh... scrivevo anche in inglese...
E ancora mi sono perso...
Ancora sparisco e volevo spiegarvi il perchè...ma forse questo è il modo migliore.
“Alle donne piace scoprire una delicatezza negli uomini e questo mi pare il lato più facile per conquistarle; é facile vedere che mille altri sono disprezzabili e che solo noi siamo apprezzabili” da C. Pavese - “Il mestiere di
vivere”.
Non capisco dove stia andando a parare... ma che importa in fondo.
I morti d’agosto m’affascinano: volevo farne un elenco... tentazione “negata”.
Aggiungo solo un non noto, ma non un vero defunto: solo due vite vissute in modo differente: da 0 a 30 e la seconda parte da 30 a 60.
Eccolo il trentennale più o meno palese; ci sarà una terza parte... può essere... vi farò sapere.
Della paura del 13 ne parleremo più avanti...
Le cose tristi arrivano al mattino e durano fino a sera.
Non commentiamo i personaggi; si sciupano.
Micol da “Bassani - Il giardino dei Finzi-
Contini” = ***
Spero tu abbia capito quanto sia stato grande il mio amore, quasi sacro, quasi sereno, tutti ha vinto... meno te.
“Se potessimo...” “sei matto” “é grossa questa”...
sorriso, ogni tanto vivo.
Da piccolo, sul cemento, nell’aia: io, mio nonno ed il cugino Pierino a far volare il giorno tra strisce di stelle, incredibili di bellezza...
Sparivo già allora...
I brutti ricordi ci aiuterebbero ma noi li trasfiguriamo: il terrore impedisce di non farlo.
Perchè cerchiamo l’affetto se poi non siamo capaci di mantenerlo?
Ma questa terza parte sembra la prima perché cavolo allora ho nascosto la voce ?
I viaggi nel tempo non pagano e guardo quello che resta.
Forse è ora di andare: è mattino anche se pare sera, vi lascio un arrivederci e mi scuso del trekking a Katmandu*... è tanto lontano
ora e per nulla magico.
* Riferimento a Charles Duchaussuois-
“Flash - Katmandu il grande viaggio”.



